Souvenir della Liguria
Fresco tremava il monte di Lerici d’olii azzuri
davanti al battello tra le luci della Spezia
mentre l’inverno accarezzava l’alba
con mani dolci di brezza,amare di sole;
e la barca di Shelley come in una stampa
dove il verde smarrisce nell’azzurro
approdando accorava l’aria di Porto Venere;
poi scorse il mattino e tutto fu bianco.
Ma tu, Italia, sei l’alba degli inverni
primaverili nel golfo della Spezia.
P.P. Pasolini
L’antico Phasis
Per motivi professionali mi sto occupando in questi giorni di questo sito. Il silenzio di Sacco è complice della stesura di un breve saggio da allegare al nuovo Dvd in preparazione.
S.Angelo a Fasanella ha un storia che sto scoprendo da pochi anni. Una leggenda legata a S.Michele incuriosisce i turisti, ma storicamente il paese alburnino ha una storia non meno seducente. Un paese che muore “Phasis” e rinasce S.Angelo grazie alla caverna, porto franco per gli antichi abitanti scampati alla distruzione del paese voluta da Federico II in seguito alla congiura di Capaccio.
La presenza dell’ antico sito a tre chilometri dall’attuale centro urbano ha dettato la toponomastica medioevale del nuovo aggregato: “dentro la terra” è infatti ancora chiamata la parte più antica con i ruderi di un Castello Normanno e la chiesa di S.Maria Maggiore, “sopra la terra” è indicata la parte nuova di S.Angelo a Fasanella.Un paese, rinato nel Medioevo con vari punti di forza, non ultima una posizione meglio difendibile e non soggetta alle piene dei fiumi che, da che mondo è mondo, hanno decretato la nascita e la morte delle aggregazioni umane.
Un paese ricadente sotto il governo del primo Principe longobardo di Salerno Siconolfo perché rientrante nel gastaldato di Lucania insieme agli Alburni a ben guardare la divisione datata 847 d.C. tra lo stesso Siconolfo e Radelchi di Benevento.
In rotta per l’Umbria
Sto approntando il programma per la nostra vacanza umbra : Foligno, Bevagna, Montefalco, Perugia,Spello…tutti con un comune denominatore: questo.
Approfitto che la Mostra è stata prorogata al 31 agosto! Ho fatto almeno 3 telefonate alle rispettive IAT. Avevo anche un video straordinario tra i preferiti. Appena lo rinvengo lo pubblico per la gioia degli amanti dell’arte.
Ancora esperimenti

Esperimentia

Aggiornamenti
Adottata come seconda patria l’Emilia e Romagna, reduce da un viaggio verso la Liguria ( S.Terenzo, Lerici, 5 Terre , La Spezia), non ancora paga e satolla di tanta trasferta, in questi giorni, mi “imbarco” in questa nuova avventura.
Lei è una donna della quale tutti a scuola abbiamo sentito favoleggiare.La storia della sua famiglia ” ha origine da Sigifredo, di stirpe longobarda, che proveniva da Lucca”.
In pausa…

In ascolto…
L’Italia bella
Lascio un link per coloro che amano vedere una Livorno, madre di Fattori, dove Marconi sperimentò una sua nuova scoperta, una Palermo splendente, un Raffaello inedito dopo il restauro, una Ravenna regale…
Mercurio e Vulcano
Secondo Italo Calvino nel suo “Lezioni americane”, il lavoro dello scrittore deve tenere conto del tempo di Mercurio e del tempo di Vulcano. Prima di arrivare a questa intuizione brillante il Nostro percorre vari stadi di conoscenza con l’ acume straordinario che ho scoperto da poco e che lo contraddistingue.
E’ un’ avventura incontrare la verità dei suoi asserti, di quanto nel tempo dello scrittore converga l’immediatezza ottenuta “a forza d’agiti pazienti e meticolosi” e l’intuizione, “ che appena formulata assume la definitività”.
Ho fatto la scansione di un passaggio che illumina il punto di vista di Calvino.
“Mercurio e Vulcano sono entrambi figli di Giove, il cui regno è quello della coscienza individualizzata e socializzata, ma per parte di madre Mercurio discende da Urano, il cui regno era quello del tempo «ciclofrenico» della continuità indifferenziata, e Vulcano discende da Saturno, il cui regno era quello del tempo «schizofrenico» dell’isolamento egocentrico. Saturno aveva detronizzato Urano, Giove aveva detronizzato Saturno; alla fine nel regno
equilibrato e luminoso di Giove, Mercurio e Vulcano portano ognuno il ricordo d’uno degli oscuri regni primordiali, trasformando ciò che era malattia distruttiva in qualità positiva: sintonia e focalità. Da quando ho letto questa spiegazione della contrapposizione e complementarità tra Mercurio e Vulcano, ho cominciato a capire qualcosa che prima di allora avevo solo intuito confusamente: qualcosa su di me, su come sono e su come vorrei essere, su come scrivo e come potrei scrivere. La concentrazione e la craftsmanship di Vulcano sono le condizioni necessarie per scrivere le avventure e le metamorfosi di Mercurio. La mobilità e la sveltezza di Mercurio sono le condizioni necessarie perché le fatiche interminabili di Vulcano diventino portatrici di significato,e della ganga minerale informe prendano forma gli attributi degli dèi, cetre o tridenti, lance o diademi”. ( tratto da “Lezioni americane” di Italo Calvino)